Flavia Dule
Beatrice Guastalla
HITO人
· Residenza ·
PARC ospita in residenza le giovani coreografe e danzatrici Flavia Dule e Beatrice Guastalla al lavoro sulla loro creazione HITO人.
Due corpi, due figure, due tratti, due linee, in punta, aderendo perfettamente l’una all’altra. Si trovano lì, alla ricerca del proprio equilibrio, fianco a fianco, schiena contro schiena, petto contro petto, nell’esigenza di supportarsi, sostenersi: sono vite in cerca di stabilità e appartenenza.
Un centro comune rispecchia il bisogno, profondo e universale, di rimanere in piedi, di trovare solidità nelle proprie scelte e nell’identità. È un luogo simbolico che riflette l’essenza della solidarietà e della condivisione. Qui, una serie di immagini si sviluppano come pennellate, delineando legami, percorsi, storie e persone.
Le linee aderenti delle loro vite si intrecciano, formando un disegno unico e dinamico che rappresenta la diversità umana e il bisogno di avere una struttura su cui contare, su cui sostenersi. È quindi alla base di ogni relazione, di una società che si costruisce pezzo per pezzo intorno a quel primo nucleo essenziale di mutua assistenza. Sottintesa deve essere anche la consapevolezza di godere dell’aiuto altrui e di possedere, al contempo, la responsabilità di essere d’aiuto.
Attraverso lo studio del kanji giapponese Hito 人, si celebra l’essenzialità dell’aiuto reciproco e la potenza delle relazioni autentiche. È un ritratto vibrante della natura umana, dove il nativo desiderio di connessione diventa identitario con il supporto degli altri, esplora il delicato equilibrio tra il bisogno di sostegno e la ricerca di un proprio cammino.
Senza gli altri cadremmo, senza di noi gli altri cadono. Si tratta di muoversi insieme, calibrare il movimento, dare spazio, crearlo ed essere pronti a riceverlo: un gioco di fiducia e dinamismo, l’universale che, attraverso il supporto, si fa identitario. È un viaggio alla scoperta del concetto autentico di PERSONA.
coreografia e danza: Flavia Dule e Beatrice Guastalla
produzione: Balletto di Sardegna
con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Autonoma della Sardegna




